IL GRUPPO DEL SIMPOSIO 

O DELLE 

MANIFESTAZIONI DI CURA DELLA PSICHE

Il mondo dell’altro diverso da me si configura come misterioso e affascinante, ma ciò che sembra differente si manifesta anche come simile e questa esperienza nutre la psiche e il corpo. Il gruppo diventa allora un’occasione unica per fare esperienza insieme, sia stando in relazione col mondo degli altri sia facendo contatto con le proprie emozioni scaturite dall’incontro. Parlare davanti a chi ascolta, fare l’esperienza di sentirsi ascoltati e quindi accolti, facilita i processi di apertura, di intimità e di autostima derivanti tutti dal riconoscimento proveniente dall’altro. Così attraverso la condivisione, ci si sente parte di un percorso comune, in cui ogni membro del gruppo viene conosciuto e non temuto, diviene di pari dignità esistenziale e polo esperienziale di scambio umano.

 Il gruppo si propone come un incontro a più livelli: in particolare nella psicoterapia di gruppo si può realizzare una sorta di rispecchiamento di sè stessi nella problematica portata dall’altro e il vissuto emotivo e simbolico rappresentato da questo fa in modo che anche gli altri membri del gruppo in ascolto  possano elaborare la complessità psichica insieme alla persona che la porta. Quindi il lavoro di esplorazione delle proprie problematiche interne è declinato sia su un piano personale individuale sia su un piano gruppale: infatti ciò che è problema di uno può divenire argomento di riflessione di un altro e del gruppo stesso. In gruppo si elaborano percorsi nuovi per la soluzione di problemi attraverso lo sviluppo di un senso di appartenenza a sé come soggetti e al collettivo come comunità. Il singolo sviluppa dunque un senso di solidarietà e sostegno emotivo, e il gruppo opera e favorisce la crescita psichica e il benessere relazionale dei singoli. Infatti ciò che nel gruppo si sperimenta primariamente è la dimensione relazionale oltre che intrapsichica, ovvero interiore. La figura del terapeuta lavora all’interno del gruppo per consentire i processi di conoscenza e di consapevolezza di sé e degli altri, favorendo i processi di cambiamento personale attraverso l’adozione di prospettive e punti di vista nuovi su di sé e sul mondo che ci circonda.

A questo scopo si adotta una visione teorica propria alla Terapia della Gestalt di F.S. Perls e J. Simkin, secondo cui gli individui necessitano di sentirsi attraverso il riconoscimento delle proprie sensazioni corporee e, ancor prima, di essere un corpo: ad esempio il modo di respirare, attraverso l’espressione delle proprie emozioni – gioia, tristezza, dolore, noia, attesa, paura, vergogna etc.. -, attraverso la consapevolezza dei propri bisogni e del personale modo di essere nel mondo e in relazione con gli altri. Quindi è nel qui ed ora dell’incontro relazionale terapeutico, sia con gli altri membri del gruppo sia con il terapeuta, che c’è la possibilità di ri-prendere consapevolezza sul modo di interrompere il contatto con gli altri individui, ritornando nel presente sulla propria empasse nel passato.

I significati e le storie personali che emergono dalla sedia calda, ovvero quella su cui il singolo membro del gruppo racconta la propria problematica prendendo contatto con le emozioni sottostanti, vanno a confluire in una dimensione gruppale in cui ognuno può rivedersi e dare sostegno a sé stessi e all’altro, divenendo così un’azione di terapeuticità che è insita nella gruppalità stessa.

Il vocabolo “Simposio”, che dà il titolo al gruppo, ha come orizzonte di riferimento la dimensione della domanda che s’impone all’uomo fin dall’antichità delle origini del mondo occidentale, reperibile nell’antica Grecia, ovvero la domanda sul senso dell’esistere. Il Simposio vedeva la compartecipazione di uomini liberi che discettavano di tutto ciò che riguardava il mondo della vita degli uomini e delle donne, dello Stato, delle leggi, del diritto, della vita politica della comunità, dell’amore, dell’amicizia, della natura, del sesso, della consumazione della vita così come della sua origine, della morte, del mondo divino. La sua caratteristica era la dimensione dialettica ovvero di scambio e dialogo che aveva come unico e prezioso scopo quello di custodire uno spazio dove si potesse ricercare il vero nella libertà del pensiero. Poiché la sua principale caratteristica era quella di fare l’esperienza di ciò che si lascia che accada, ovvero della verità come accadimento.



ATTIVAZIONE DI GRUPPO TERAPEUTICO

Ogni gruppo si attiva con un minimo di 3-5 partecipanti e può ospitarne un massimo di 13, nella fascia pomeridiana/serale e in alternativa nel sabato mattina, della durata di circa un’ora e mezza, con cadenza settimanale. Saranno presenti uno o due psicoterapeuti e uno psicologo coadiutore. Il gruppo attivato si incontrerà presso lo studio del dott. Pietro Salemme, sito in Via GIOVANNI DA PROCIDA 22 – 00162 Roma – PIAZZA BOLOGNA – FERMATA METRO B .

Per informazioni e delucidazioni sulla modalità di accesso al gruppo e sui costi si può contattare il numero 3385606668

Il conduttore del gruppo è il Dott. Pietro Salemme, psicoterapeuta e psicologo clinico esperto di gruppi.

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